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PrimaserataCIPRA 25 settembre Versione04-09Perché, nel 2020, a oltre 40 anni dalla riforma Basaglia, che tutto il mondo ci invidia, accadono in Italia tragedie come quella di Francesco Mastrogiovanni o di Elena Casetto, per citare solo due persone morte tragicamente mentre erano legate al letto, dentro un reparto di Diagnosi e Cura? Perché i DSM sono diventati dei dispensari di farmaci, e le comunità terapeutiche, dei manicomi? Perché negli SPDC, ma anche nelle case di riposo, si fa un vero e proprio abuso di metodi manicomiali, come l'orrenda pratica della contenzione?


Tutto questo accade quotidianamente sotto ai nostri occhi, e potrebbe accadere a ciascuno di noi, o a un nostro parente, a un nostro amico. La contenzione, l'abuso e l'uso improprio dei farmaci, l'incapacità di prevenire gli agiti violenti e l'incapacità di entrare in dialogo, sono cose che riguardano tutti i cittadini, e non solamente gli operatori della psichiatria. Una psichiatria illuminata, è specchio di una società democratica, così come una psichiatria stanca, demoralizzata, incattivita, è specchio di una società che non investe risorse sul territorio e per il benessere delle persone.
In questi anni, se anche abbiamo purtroppo assistito allo smantellamento del SSN e della sua vocazione territoriale, se anche abbiamo pagato recentemente il prezzo di questo svuotamento, con l'esperienza della Pandemia, d'altra parte nuove energie e nuove ricerche stanno ridando vigore alla medicina e alla psichiatria sociale. Molti studi hanno ormai dimostrato, con numerose ricerche, che i farmaci antipsicotici e antidepressivi vanno usati con parsimonia, e soprattutto per brevi periodi. Un gruppo internazionale di psichiatri, biologi, farmacologi, psicologi, l' IIPDW, sta rivoluzionando l'epistemologia della psichiatria, sostituendo all'ideologia antipsichiatrica degli anni '70, un insieme di metodi e tecniche basati sulle prove. Questi studi e queste tecniche dimostrano che non sono i farmaci e la contenzione a curare, bensì il dialogo aperto e le pratiche comunitarie.
Le case farmaceutiche, al contrario, in questi ultimi 50 anni, hanno divulgato messaggi estremamente efficaci, sul piano della comunicazione, ma che non trovano alcun riscontro scientifico: le ipotesi degli squilibri chimici cerebrali, l'idea della psicosi come il diabete e del farmaco antipsicotico come l'insulina, sono del tutto infondate. Al contrario, è dimostrato che sono proprio i farmaci antipsicotici e antidepressivi che, se usati per periodi lunghi e in dosi massicce, possono produrre squilibri chimici difficilmente reversibili, e soprattutto possono essere la causa di effetti collaterali in grado di cronicizzare e accentuare i sintomi delle stesse patologie che dovrebbero curare.


Una teoria onesta, che si appoggia alla ricerca sul campo, rispettosa dei soggetti sofferenti, dei loro familiari e di tutti i cittadini, è l'unica in grado di orientare una pratica che sia etica. Ne parleremo con psichiatri e psicoterapeuti da sempre impegnati in progetti innovativi. Il nostro desiderio è di farli dialogare fra loro e con i loro pazienti, cioè gli stessi cittadini che a vario titolo hanno dovuto fare ricorso alle cure psichiatriche.

Interverranno:
Paolo Migone, psichiatra e psicoterapeuta, redattore della rivista “psicoterapia e scienze umane”
Giuseppe Cersosimo, psicologo e psicoterapeuta a orientamento sistemico relazionale, esperto in progetti innovativi di inclusione sociale.
Maria Quarato, psicologa e psicoterapeuta a orientamento interazionista, impegnata nel lavoro con le persone che sentono le voci, lavora fra Vienna e Milano.
Giuseppe Tibaldi: Psichiatra e psicoterapeuta, opera nel DSM di Carpi, ha portato in Italia l’Open Dialogue ed è animatore del gruppo italiano del IIPDW.

ECCO IL VIDEO DELLA SERATA:

 

 

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